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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

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MEDIE MOBILI e TRENDLINE, un'interessante parentela.


Cari Lettori,

i più giovani di Voi non hanno assistito al grande sviluppo che l'analisi tecnica ha subito negli anni ’80 e ’90, periodo caratterizzato dall'introduzione di una lunga serie di indicatori quantitativi che hanno, di fatto, rivoluzionato il modo di presentare questa disciplina. Lo sviluppo dei personal computer e dell’informatica, hanno consentito ad un numero sempre maggiore di analisti ed appassionati di analisi tecnica, di sviluppare nuovi indicatori che segnalassero l'inizio e la fine delle tendenze con maggior precisione possibile.

Ne è derivata un'esasperata proliferazione di indicatori, alcuni dei quali come l’RSI e l’ADX, hanno iniziato a godere di grande popolarità, persino eccessiva rispetto alle loro reali qualità. Tuttavia il grande lavoro che è stato svolto in termini di algoritmi quantitativi ci ha dimostrato definitivamente che le difficoltà che comporta l'analisi tecnica non derivano tanto dall'imprecisione degli strumenti, ma piuttosto dal carattere estremamente erratico ed a volte fortemente contraddittorio dei mercati finanziari.

Gli analisti (tra cui chi scrive) con qualche decennio di esperienza sulle spalle, non hanno mai smesso di apprezzare l'efficacia degli strumenti di base dell'analisi tecnica, ovvero delle trendline e delle figure tecniche.
L'utilizzo di queste semplici metodologie lascia indubbiamente degli spazi di interpretazione individuale, ma in mano ad un analista esperto anche le tecniche postulate un secolo fa da Charles Dow, continuano ad essere estremamente valide (e profittevoli!) e, circostanza forse non conosciuta da tutti, a sposarsi in maniera egregia e rassicurante con gli strumenti quantitativi.

In questo articolo voglio infatti mostrare l'utilità di un confronto apparentemente fine a sé stesso come quello tra medie mobili e trendlines. Cercherò di dimostrare che questo paragone non è dissertazione puramente accademica, ma consente di sottoporre ad una discreta analisi quantitativa uno strumento come le linee di tendenza, che ancor’oggi risulta ostico da automatizzare ed apparentemente difficile da valutare in termini oggettivi.
Utilizziamo come terreno di studio il più famoso indice borsistico del mondo, ovvero il Dow Jones:






Nel grafico qui sopra ho rappresentato delle trendlines di medio-lungo periodo unitamente ad una media mobile semplice a 200 giorni. Si può notare come, in alcuni casi, vi sia una quasi perfetta coincidenza tra due strumenti concettualmente molto diversi tra di loro. La media mobile è un indicatore che, come illustrato in altri miei articoli, diventa utile in Borsa quando funziona male dal punto di vista statistico. Vediamo perché. Quando i prezzi sono stazionari, la media mobile passa attraverso di essi, invece quando vi è una tendenza, la media mobile è regolarmente in ritardo rispetto ad essa e quindi tende a stare più vicina agli estremi di prezzo che si oppongono alla tendenza piuttosto che a quelli che l'assecondano.

In altre parole, durante un trend rialzista, la media mobile tende a stare più vicina ai minimi che ai massimi, così come durante una discesa del prezzo si avvicina di più ai massimi rispetto a quanto faccia nei confronti dei minimi. Ma questa situazione è esattamente quella che si deve creare quando si disegna una trendline, poiché quest'ultima rappresenta la condizione minima geometrica necessaria affinché la tendenza possa continuare.

Negli anni, si è rivelato particolarmente vantaggioso tracciare le trendlines in maniera tale che esse funzionassero da supporti per i rialzi e da resistenze per i ribassi. In questo modo si lascia al mercato lo spazio per sfogare la propria tendenza e ci si accontenta del mantenimento dei requisiti minimi di quest'ultima.

Riassumendo, si può dire che l'effetto di ritardo delle medie mobili e la "minimalità" delle trendline fanno sì che questi due indicatori abbiano così tanto in comune da essere quasi intercambiabili.
Quale vantaggio può derivare per l'analista da questa parentela così stretta? Non certo la capacità dei computer di calcolare le performance di una strategia di trading basata sulla media mobile equivalente alle nostre trendlines. Ciò può essere fatto manualmente anche sulla linea di tendenza stessa. Basta solo un po' di buona volontà ed una calcolatrice.

Il fatto di poter lavorare con le medie mobili come buon proxi delle trendlines fatte a mano, consente di mantenere la stessa efficacia e semplicità concettuale di un metodo grafico anche quando ci si avventura nella costruzione di strategie e statistiche basate sulle medie mobili, come ad esempio le bande di Bollinger.

E per quale motivo è ancora oggi interessante elaborare algoritmi basati sulla media mobile, strumento tecnico ormai di antica data? Per sfruttare Il grosso vantaggio che offre la media mobile nella costruzione di formule complesse. Infatti, come molti sapranno, dal punto di vista matematico la media (almeno quella semplice) è un operatore lineare e ciò la rende facilmente elaborabile anche in maniere assolutamente originali. Essa può infatti essere facilmente disaggregabile ed integrabile a piacimento. Qui davvero la fantasia dell'analista può davvero sbizzarrirsi.

Questa forte somiglianza non può certo dirsi una scoperta originale. Si tratta di una circostanza assolutamente nota da decenni agli analisti più esperti. È una condizione di base, una sorta di assioma che rende molto interessante ancora oggi, il continuo sviluppo di indicatori e trading system basati sulle medie mobili.



Massimo Intropido












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