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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

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L'OSCILLATORE MACD: l'ordine nel caos!

Il Moving Average Convergence/Divercence, essendo basato su medie mobili, evidenzia molto chiaramente l'andamento del momentum, di conseguenza segnala la presenza di tendenze all'interno del caos.


Cari Lettori,


in questo tribolato periodo di crisi (dal punto di vista economico-finanziario) è particolarmente importante avere chiari i pregi e difetti degli indicatori di Analisi Tecnica più diffusi, in modo da limitare al massimo la già non trascurabile possibilità di essere ingannati dagli avvenimenti.

In questo articolo focalizzeremo l'attenzione su un indicatore estremamente conosciuto nell'ambito del Trading, l'oscillatore MACD (Moving Average Convergence/Divergence) ideato all'inizio degli anni '80 da Gerald Appel.

Nella sua versione più comune, l'indicatore utilizza la differenza tra la
media mobile esponenziale a 12 periodi e quella a 26 periodi. Quando la tendenza diventa positiva, sfruttando l'effetto ritardo delle medie mobili, la media mobile a 12 periodi tende a crescere più rapidamente rispetto a quella a 26 periodi, la differenza in questo caso è positiva. Così pure, quando il trend diventa negativo, la media mobile a 12 periodi decresce più in fretta di quella a 26 periodi, facendo assumere valori negativi all'indicatore.

Per rendere ancora più leggibile l'indicatore, Appel ideò il calcolo di una ulteriore media mobile a
9 periodi del Macd stesso, detta Signal Line, o Linea del Segnale. In questo modo, l'incrocio tra l'indicatore originario e la sua media mobile avrebbe fornito un segnale tempestivo, possibilmente in anticipo.

Vediamo come funziona questo popolarissimo indicatore utilizzando il grafico seguente:





Il Macd, essendo la differenza tra due medie mobili, è un indicatore di
momentum, cioè di direzione e velocità dei prezzi. Per questo motivo, come già visto, tende ad assumere valori positivi durante i trend rialzisti e valori negativi durante i trend ribassisti. La linea orizzontale rappresenta lo zero e il suo attraversamento da parte dell'indicatore segnala il cambiamento di segno da parte di quest'ultimo.

Cosa si può notare osservando questo grafico in cui le tendenze non sono particolarmente lunghe ed accentuate?
Le constatazioni che si possono fare sono le seguenti:

1) anche in questo indicatore, le tendenze rialziste vengono evidenziate come predominanza di valori positivi dell'indicatore, cioè di perdurante momentum positivo.

2) L'incrocio tra il MACD vero e proprio e la sua media mobile anticipano un possibile cambiamento di tendenza del momentum che dovrebbe anticipare il cambio di trend di prezzo. Tuttavia nei punti "1" e "2" questo incrocio fornisce dei falsi segnali, nel senso che l'inversione di tendenza arriva ben dopo.

3) Tale circostanza è dovuta al fatto che il MACD deriva dall'interazione di due sue medie mobili che hanno un andamento ritardato rispetto al prezzo stesso. Di conseguenza, il doppio effetto di anticipo che potenzialmente si potrebbe rilevare (ovvero la variazione di tendenza del momentum che anticipa il cambio di segno del momentum che, a sua volta, anticipa il cambio di trend del prezzo) di fatto non è così limpidamente desumibile, poiché il primo dei due segnali anticipatori, ovvero la mutata pendenza del momentum, arriva già di per sé dopo un certo numero di dati, essendo dedotto dalla differenza tra due medie mobili.

Il fatto era ben noto ad Appel che quasi certamente introdusse l'incrocio tra il MACD e la sua media mobile per cercare di ottenere nuovamente un segnale molto anticipatore, questa volta calcolato sfruttando il cambio di pendenza del primo indicatore, cioè del semplice MACD. Il risultato è abbastanza apprezzabile, ma ciò che conta davvero è sempre e soprattutto l'ampiezza e la direzione del momentum, come ben evidenziano i due grafici seguenti:





Questo primo diagramma mostra inizialmente l'alternanza di due forti trend, il primo rialzista, il secondo ribassista. In questo caso si vede benissimo come una tendenza positiva di prezzo viene indicata da una persistenza di momentum positivo, così come un ribasso genera un lungo periodo di momentum negativo. Eppure, anche in questa fase il MACD e la sua media mobile si intersecano diverse volte, ciascuna delle quali rappresenta un falso segnale.

Purtroppo questa caratteristica ingannevole costituisce il peggior difetto della maggior parte degli indicatori anticipatori di analisi tecnica. Spesso sono così sensibili da arrivare a segnalare tendenze inesistenti.

Nel prossimo grafico osserviamo un fatto assolutamente singolare:





In questo caso, notiamo come la prima breve correzione al rialzo del trend ribassista iniziale genera un forte picco di MACD. La cosa è positiva e negativa al tempo stesso, poiché è certamente vero che una correzione violenta, ancorché breve, non si può trascurare proprio per la sua violenza. D'altra parte, più di un secolo fa Charles Dow insegnava che sono più importanti i livelli che un movimento di prezzo riesce a raggiungere del modo in cui esso avviene.

Pertanto, dobbiamo prendere atto di come il MACD possa saturarsi, cioè possa raggiungere rapidamente dei valori elevati in poco tempo, anche tale circostanza può risultare ingannevole.

Per concludere facciamo generare al nostro modello un grafico alla Elliott, cioè una lunga tendenza composta di tre fasi primarie ed interrotta brevemente da due fasi correttive.





La onda ideale di Elliott è visibile alla destra della linea verticale. Cosa ci dice il MACD in un caso del genere? Può esserci davvero di poco aiuto, nel senso che, come avviene proprio all'estrema destra del grafico, può segnalare in maniera eccessivamente palese l'ultima onda correttiva. In una situazione di questo tipo i segnali forniti dal MACD dipenderanno dalla forza delle correzioni. Tanto più queste ultime saranno intense, tanto più esse tenderanno ad essere confuse dal MACD con possibili forti inversioni della tendenza primaria.

Conclusioni:
da ormai diverso tempo stiamo lavorando su modelli di prezzo generati artificialmente con lo scopo di mettere a dura prova i principali indicatori di analisi tecnica e perciò non ci stupisce constatare come anche il MACD:

1) indichi le tendenze sotto forma di prevalenza di valori positivi e negativi.

2) Possa esasperare, con la sua ampiezza, taluni movimenti di prezzo che non sono particolarmente significativi.

3) E' consigliabile utilizzarlo come ausilio dell'analisi grafica e non come suo completo sostituto, perlomeno non nella forma canonica presentata quasi trent'anni fa da Gerald Appel.

L'analisi tecnica, man mano che la si studia, si rivela essere una tecnica basata su pochim ma solidi principi. Non si può chiederle di prevedere il futuro. Tuttavia, il suo corretto utilizzo, soprattutto in concomitanza di operazioni che comportano un forte stress psicologico, ci aiuta efficacemente a mettere ordine nel contraddittorio eccesso di informazioni che riceviamo nel fare trading.





Massimo Intropido
















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