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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

Riflessioni ed
approfondimenti di
ANALISI TECNICA

QUANDO IL PREZZO INGANNA,
ovvero i falsi segnali di trading
.



Cari Lettori,

i trading-system sono un argomento dibattuto da un paio di decenni. La maggiore e più facile accessibilità all'informatica ha dato modo di sviluppare la meccanizzazione del trading attraverso i “sistemi” (come venivano genericamente chiamati in Italia), vale a dire degli algoritmi attraverso cui i computer producevano segnali di acquisto e vendita, oppure effettuavano direttamente le operazioni.

Sarebbe inutile in questa sede ripetere tutte le considerazioni inerenti la materia, la letteratura sull'argomento è talmente ampia da essere persino stucchevole (e spesso anche contraddittoria). In questo articolo ho quindi preferito concentrare l'attenzione su un problema tipico dei trading system: i falsi segnali spesso forniti dai mercati.

La mia impressione è che, nonostante il ventennio di esperienza accumulata, la dottrina non abbia ancora cementato sufficientemente l'idea che l'ostacolo dei falsi segnali risieda nei prezzi e non nel trading system. Infatti, mi capita spesso di ascoltare o leggere dissertazioni su metodi, fin troppo sofisticati, studiati per eliminare questi falsi segnali e purtroppo, noto quasi sempre risultati piuttosto deludenti. Vediamo perché.

Innanzitutto, definiamo che cos'è un falso segnale di trading. Esso è semplicemente il verificarsi di una condizione che normalmente indica un cambiamento di tendenza di prezzo, senza che nella specifica occasione vi sia questo cambiamento.

Il grafico sotto riportato rappresenta due esempi visivi di falso segnale rialzista.







Il problema è quindi rappresentato dalla tendenza del prezzo a presentare oscillazioni che, prese singolarmente, non rappresentano una vera e propria tendenza (semprechè non si riesca ad attuare un trading estremamente veloce), ma sono sufficienti per fornire falsi segnali tecnici, precedendo il momento in cui si manifesterà il vero segnale.

In altre parole, quando il prezzo è molto vicino alla sua media mobile, oppure quando un
oscillatore (lo Stocastico o l’RSI) si trova in una situazione di ipercomprato o ipervenduto, questa oscillazione è sufficiente a fornire un'indicazione che poi si rivela ingannevole.

Questi subdoli movimenti di prezzo sono stati definiti “
noise” o “rumore”, mutuando il termine dalle telecomunicazioni, ovvero "disturbo del segnale".

Andiamo ora ad isolare visivamente questo
noise e per farlo utilizziamo l'immancabile indice Dow Jones. Per evidenziarlo, nella parte superiore del grafico abbiamo riportato la differenza tra il valore di chiusura dell'indice e la sua media mobile semplice a cinque periodi.






Di per sé il grafico può essere poco significativo, anche perché è stato tracciato utilizzando le barre, che rappresentano l'intera oscillazione di prezzo del singolo periodo (in questo caso della seduta giornaliera). Il problema può essere meglio focalizzato tracciando una sola sequenza dei prezzi di chiusura, come facciamo nel grafico successivo.







Ora è più facile notare la deviazione del valore di chiusura dalla sua tendenza di brevissimo periodo. In altre parole, è come se la linea più fine, ovvero la media mobile a cinque giorni, rappresentasse un'espressione del valore di chiusura "più addomesticata". A cosa serve questa elaborazione? Lo vediamo subito nel grafico successivo







Abbiamo aggiunto, nel grafico sopra, la media mobile a 30 giorni. Il suo tracciato rimane più lontano dai prezzi poiché, essendo composta da un numero maggiore di dati, segue con maggiore ritardo la tendenza.

Che cosa suggerisce questo grafico? Ci fa comprendere che nei quattro punti contrassegnati con le frecce il prezzo di chiusura (la linea scura più marcata) ha attraversato la media mobile a 30 giorni, senza che la stessa cosa sia stata compiuta dalla media mobile a cinque giorni.

In altre parole, eliminando il disturbo di prezzo, si sarebbero ricevuti ben quattro falsi segnali in meno. Quindi abbiamo ottenuto un notevole miglioramento segnaletico del nostro modello, in maniera rapida e semplice.

Il modesto esempio illustrato dimostra come non siano necessari studi astrusi per creare trading system adatti a conseguire discreti guadagni ed avvalora la tesi che le tecniche di eliminazione dei falsi segnali dovrebbero lavorare sul prezzo, anzichè aggiungere regole complesse agli indicatori di tendenza.

Quindi il vero ostacolo non sta nell'identificazione del trend, ma nell'interpretazione dei segnali spuri di prezzo, quei movimenti che di per sé, possono sembrare decisivi, ma col
senno di poi si dimostrano inattendibili.

Detto questo, può sembrare sufficiente filtrare il prezzo per ottenere un trading system vincente, ma purtroppo non è così semplice.

L'utilizzo concreto dei trading system fa sorgere anche altre importanti problematiche. Una difficoltà rilevante è proprio costituita dal filtraggio dei prezzi, che non comporta solo benefici, ma presenta anche controindicazioni. Infatti, nel caso di
choc di prezzo particolarmente violenti, il segnale migliore può essere proprio quello spurio, ovvero la prima barra che taglia la media mobile o la prima barra che inverte l'andamento dell'indicatore.

Il fatto di calcolare una media mobile (anche se velocissima) del prezzo può comportare l'acquisizione ritardata di un segnale operativo in un momento di altissima volatilità, comportando notevoli perdite (magari anche solo in termini di mancato guadagno). Si pensi, ad esempio, ad un indice che inaspettatamente subisce perdite superiori all'1% giornaliero e per diverse sedute consecutive. In questo caso, il ritardo con cui giunge un segnale filtrato può essere davvero costoso.

Il problema cronico dei trading system rimane pertanto il sistematico cambio d'ampiezza dei cicli dei mercati finanziari. In altre parole, l'andamento ciclico dei mercati finanziari non avviene sempre con la stessa durata, ma ogni volta le inversioni cicliche arrivano dopo periodi temporali di lunghezza differente.

Ciò spiega perché all'improvviso degli ottimi trading system possono iniziare a generare perdite sistematiche e pesanti ed inoltre, anche la stessa ampiezza del
noise può mutare, rendendo necessaria una revisione dei parametri delle tecniche di filtraggio dei prezzi.

Coloro che hanno un'esperienza concreta nell'utilizzo pratico dei trading system si saranno accorti che in questo articolo non ho assolutamente affrontato il problema del
risk management. Ma ciò è stato fatto di proposito per focalizzare l'attenzione solo sui segnali di prezzo.

Infatti, una valida conoscenza dei problemi e dei principi di questo argomento può consentire di migliorare la propria operatività anche a quanti non impiegano direttamente i trading system, ma effettuano un'analisi tecnica di tipo visivo.








Massimo Intropido
















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