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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

Riflessioni ed
approfondimenti di
ANALISI TECNICA


Scegliere la MEDIA giusta
Le medie mobili che si adattano automaticamente al mercato

Cari Lettori,

le medie mobili rappresentano probabilmente l'indicatore di analisi tecnica più antico della storia. Esse costituiscono uno strumento prettamente statistico, che tuttavia viene utilizzato dai trader e dagli analisti in maniera, per così dire, antistatistica, cioè si sfrutta il ritardo delle medie stesse nel descrivere l'andamento del prezzo.

Pertanto, la regola di analisi tecnica prevede che vi sia un trend rialzista quando il prezzo sta al di sopra della media mobile e il trend è particolarmente forte quanto più ampio è il divario fra il prezzo e la media stessa. Ma ciò equivale a dire che il trend di borsa è tanto più forte quanto più l'indicatore statistico é in ritardo rispetto al valore che dovrebbe descrivere. Seguendo la stessa logica si può dire l'opposto a proposito di una tendenza ribassista. In quel momento, infatti, il prezzo sarà al di sotto della media mobile con un divario maggiore quanto maggiore è la forza del trend negativo.

Quando la media mobile inizia a funzionare bene dal punto di vista statistico, ovvero si pone in mezzo ai prezzi (essendone la media) il suo ruolo diventa meno utile per l'analisi tecnica orientata al trading. Infatti, in quel momento il trend è laterale, cioè non vi sono variazioni sostanziali di prezzo che non siano prontamente riassorbite. Il tutto può essere facilmente riscontrato nel grafico che segue relativo all'andamento del cambio Euro/Dollaro.




Le zone contrassegnate con una lettera "
A" sono leggeri momenti di rialzo, in cui la media mobile rimane al di sotto dei prezzi e dunque non funziona benissimo dal punto di vista statistico. Allo stesso modo, le zone contrassegnate con una lettera "B" rappresentano dei chiari ribassi, durante i quali la media mobile sta al di sopra del prezzo, mostrando anche in questo caso delle carenze descrittive dal punto di vista statistico.

Laddove invece la media mobile funziona bene come descrittore del prezzo, ovvero nelle zone contrassegnate con "C" è proprio quando funziona male dal punto di vista del trading. Infatti, in quei tratti essa viene continuamente scavalcata dal prezzo, all'insù ed all'in giù, dando segnali di apertura e di immediata chiusura di posizioni rialziste e ribassiste.

In quei tratti, in sostanza, la media mobile fornisce falsi segnali e dunque fa perdere denaro. All'analista tecnico un'informazione di questo tipo è utile per confermare che il trend è laterale, in quanto vi è stazionamento della media mobile nel range di prezzo, ma poiché, la maggior parte degli sforzi che si dedicano allo studio di nuovi strumenti d'analisi tecnica è rivolto al trading più che alla semplice analisi, non deve stupire se si cerchi di perfezionare la media mobile come strumento di trading.

Nascono così le
medie mobili adattive, che vengono progettate per essere attraversate il meno possibile dai prezzi, anche quando la tendenza è laterale. Ve ne sono due che vanno per la maggiore, ma prima di descriverle vediamo esattamente che cos'è una media mobile adattiva.

Tutte, o quasi tutte, le medie mobili adattive sfruttano la proprietà delle medie mobili esponenziali di poter essere scomposte in maniera tale da rendere molto semplice il loro calcolo. Infatti, la generica e più rapida forma di calcolo di una media esponenziale è:



MMEt = aPt + (1- a) MMEt-1


Ovvero, la media di oggi è uguale ad una certa percentuale del prezzo di oggi sommato alla percentuale complementare (cioè la cui somma dia 100) della media esponenziale di ieri. È possibile, dal punto di vista matematico, calcolare una media mobile esponenziale esattamente equivalente alla corrispondente media mobile semplice, semplicemente ponendo
a = (2/(n+1)), dove n è il numero di dati da cui è composta l'equivalente media mobile semplice.

Per rendere adattiva una media mobile esponenziale è sufficiente legare l'andamento di a ad un parametro che riteniamo essere quello decisivo nell'esprimere o nel modificare le mutate condizioni di mercato. Il parametro classico, scelto da quasi tutti gli ideatori di medie mobili adattive, è la
volatilità. Infatti, è proprio questa la grandezza che meglio misura la tendenza dei prezzi a fornire falsi segnali, cioè a colpire "indebitamente" la media mobile, come mostriamo nel grafico seguente:






Nel caso
A la volatilità è alta in rapporto all'andamento della media e dunque quest'ultima non viene toccata dai prezzi durante l'accelerazione della tendenza al rialzo. Quella che abbiamo raffigurato, pertanto, è una media con una velocità idonea a segnalare la persistenza del trend.

Nel caso
B, invece, la volatilità del prezzo è troppo bassa in rapporto all'andamento della media. Quest'ultima, infatti, viene infatti colpita diverse volte dal prezzo senza che in realtà vi sia realmente una vera e propria inversione di tendenza. Un andamento del genere comporta molti falsi segnali generanti contemporaneamente molte piccole perdite e molti momenti di mancato guadagno, arrecando così un duplice danno al trader. La soluzione è allora quella di costruire una media mobile che stia vicino ai prezzi quando la volatilità è alta e lontano quando essa è bassa, proprio come accade a quella raffigurata nel grafico successivo.




Perchè ciò accada, occorre costruire un meccanismo che produca sulla media mobile lo stesso effetto di un'aumento o di una riduzione dei giorni sulla quale essa viene calcolata. La media mobile esponenziale, come dicevamo, si presta molto bene a questo scopo, poiché è sufficiente variare il parametro
A per ottenere:

- un aumento della sua reattività (equivalente ad una diminuzione dei giorni su cui viene calcolata l'equivalente media mobile semplice) se a viene incrementato.

- una riduzione della sua reattività in caso contrario, con conseguente allungamento della media mobile semplice equivalente.

La proposta di Tushar Chande si chiama
VIDYA (Variable Index DYnamic Average) o media dinamica ad indice variabile. Quest'ultimo è proprio il termine A della media mobile esponenziale. Infatti, nell'articolo di Stocks & Commodities, Chande la definisce come:

VIDYAd = k x n/ Ref x Cd + (1- k x n/ Ref) x VIDYAd- 1


Dove:

  • VIDYAd è il valore corrente della VIDYA
  • VIDYAd-1 è il valore precedente della VIDYA
  • k è una costante scelta di volta in volta
  • n è la misura di volatilità ritenuta più idonea ad esprimere le variazioni nell'andamento del mercato
  • Ref è una misura di volatilità che funzioni da benchmark o termine di paragone per confrontare n, cioè per capire qual'è l'attuale situazione di mercato.


È facile intuire che, nell'algoritmo di Chande,
a = k x n/ Ref è dunque il rapporto tra la volatilità attuale e la volatilità media a
far variare la reattività della VIDYA. Quando il mercato accelera, la volatilità aumenta e quindi nello stesso modo si comporta il
termine
k x n/ Ref . Nel libro Beyond Technical Analysis, Chande propone quest'altra formula per la VIDYA:


VIDYAd = 0,2 x Stoc (20) x Cd + (1- 0,2 x Stoc (20)) x VIDYAd-1


Dove, rispetto alla formula precedente, abbiamo:

  • Stoc (20) che è lo stocastico a 20 giorni della deviazione standard a 20 giorni dei prezzi
  • k = 0,2 il che tende a fare equivalere la VIDYA ad una media mobile semplice a nove giorni.


Va detto che la seconda formula si applica ai dati giornalieri, mentre la prima si utilizza sui dati settimanali. Vediamo in azione la VIDYA sui dati giornalieri dell'indice S&P500. Ovviamente utilizziamo la seconda formula, ovvero quella dello stocastico di volatilità 20 giorni:



La VIDYA è stata riportata con il tratto più marcato, mentre la media mobile esponenziale a 9 giorni ha il tratto più leggero. Perché una media mobile esponenziale a nove 9 giorni? Perché Chande utilizza un k pari a 0,2 in quanto applicando al contrario la formula a = (2/(n+1)), cioè risolvendo per n la formula 0,2 = (2/(n+1)) fornisce, per l'appunto, 9. Naturalmente, questo è il valore di partenza, poiché esso viene incrementato o diminuito in base all'andamento del termine n/ Ref.

Torneremo tra poco su questo legame matematico, ora commentiamo il grafico. Nei periodi di trend forte, come ad esempio tra Maggio e Giugno e tra Settembre ed Ottobre 2008, la media mobile esponenziale segue molto più da vicino i prezzi e, pertanto, ne viene attraversata molto più spesso.

Invece, la VIDYA se ne mantiene molto più distante, rimanendo addirittura pressoché orizzontale durante le fasi di assenza di trend, come accade tra Luglio ed Agosto 2008. Nel prossimo numero studieremo un'altra famosissima media mobile reattiva, ovvero la AMA (Adaptive Moving Average) di Perry Kaufman.

Ulteriori dettagli ed approfondimenti sul tema delle medie mobili adattive possono essere trovati nel mio libro
"Il Meglio di Stocks & Commodities" (Editore Trading Library, 2006).






Massimo Intropido










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